LA MUSICA A CENA: istruzioni per l’uso

Una delle domande più frequenti che ci vengono poste da chi organizza una cena di gala o un ricevimento di matrimonio riguarda la musica nel momento del pranzo o della cena.

E’ diffusa l’idea tra gli sposi e gli organizzatori che la musica sia necessaria – d’altronde sono stati ingaggiati fior di musicisti – pur considerando il timore di infastidire gli ospiti che sono seduti a tavola. Si è combattuti tra la volontà di sfruttare al massimo la presenza dell’orchestra e il desiderio di eleganza e discrezione.

Considerando che il pranzo o la cena avvengono normalmente all’interno di un evento in cui la musica dal vivo è stata già presente all’aperitivo e verrà riproposta più tardi, è necessario far riposare le orecchie e concedere un momento conviviale ai propri ospiti senza infierire con ulteriori interpretazioni dal vivo.

Per ragioni tecniche infatti la musica live, soprattutto quella cantata, non può essere abbassata ai livelli di una filodiffusione quasi impercettibile e risulterebbe quindi eccessiva, quantomeno per chi è seduto vicino alla formazione che suona.

Che fare dunque?

Ci sono almeno 3
possibili soluzioni
a questo delicato problema:

1- E’ possibile mantenere un sottofondo musicale dal vivo di un singolo strumento, tipicamente il pianoforte, in modo da minimizzare l’impatto acustico. Questa soluzione, ancorché percorribile ed elegante, alla lunga può risultare stancante. Adatta a cene molto brevi e con numero limitato di ospiti.

 

2- Proporre la musica dal vivo solo ed esclusivamente durante le pause della cena. La formazione musicale interviene quando gli invitati hanno terminato la loro portata e termina quando il servizio procede con la portata successiva. Questo è il caso di banchetti di durata maggiore – almeno 3 ore – dove risulta utile creare dei momenti di divertimento e rendere dinamica l’atmosfera. Occorre considerare anche lo spazio occupato dall’orchestra che non sempre è compatibile con la sala.

 

3- La situazione ad oggi più frequente è quella in cui il pasto ha una durata massima di due ore, dove non esiste il bisogno di creare spettacolo lasciando tranquilli gli ospiti.

La risposta migliore per questi casi è la playlist di sottofondo. Una serie di brani appositamente creata per l’occasione, che possa rispecchiare l’umore della serata, le caratteristiche della sala e degli ospiti.  Potrà avere contenuti di musica Classica, Jazz strumentale o anche la più moderna Deep House; l’importante è che venga distribuita da 2 o 4 diffusori acustici disposti strategicamente, che abbia poca presenza di frequenze basse e un volume calibrato perfettamente, una volta che gli invitati si sono accomodati.

La risposta all’annosa domanda è dunque: Musica sì, ma adeguata alla circostanza.

S.M.

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