Di cosa parliamo quando parliamo di Klezmer

Avete mai sentito parlare della musica Klezmer? Si tratta di un genere musicale di tradizione ebraica: “Kley” e “Zemer” significano letteralmente “Strumenti di canto“. E’ la musica che accompagna di solito le feste di matrimonio, o i momenti di gioia di vita ebraica…..

Il Klezmer ha acquisito nel tempo una popolarità crescente: ce ne siamo resi conto anche noi – nel nostro lavoro – perché abbiamo sempre più frequentemente ricevuto Il Klezmer ha acquisito nel tempo una popolarità crescente: ce ne siamo resi conto anche noi – nel nostro lavoro – perché abbiamo sempre più frequentemente ricevuto richieste in questa direzione.

Musica tramandata attraverso il tempo da generazioni di musicisti – i Klezmorim – essa trasse origine dal ceppo antichissimo della musica religiosa ebraica, e si sviluppò integrandovi le tracce delle vicissitudini patite dal secolo X in poi, da quando dalla Spagna alla Germania, l’Europa cominciò a popolarsi di ebrei. I Klezmorim erano musicisti itineranti, e portavano la musica secolare vocale e strumentale nei matrimoni e nelle feste. Per quanto lo strumento principale del mondo ebraico sia tradizionalmente il violino, nel Klezmer acquistano rilievo anche il clarinetto e gli ottoni (in particolare la tromba), gli strumenti percussivi, o melodico percussivi come il cimbalo e altri strumenti come il cello, usato in funzione di bassetto portatile. Mentre in Europa era stato soprattutto il violino il principale strumento della tradizione klezmer, in America fu il clarinetto a fungere da veicolo del nuovo interscambio di culture: Artie Shaw, Benny Goodman e Woody Herman erano musicisti ebrei, come pure George Gershwin (che si chiamava in realtà Jacob Gershovitz). Anche se raramente ce ne rendiamo conto, molto della musica klezmer è confluito nella musica del nostro secolo. Se per esempio, alla luce di queste considerazioni, ripensiamo al clarinetto che apre la celebre “Rhapsody in Blue”, ci appare evidente che il modo in cui si muove la melodia, ha origini più lontane di quanto non si pensi.

Di certo questa musica continua ad affascinare ed ispirare molti musicisti per la sua ricchezza e soprattutto per la sua estrema versatilità.

Musica tramandata attraverso il tempo da generazioni di musicisti – i Klezmorim – essa trasse origine dal ceppo antichissimo della musica religiosa ebraica, e si sviluppò integrandovi le tracce delle vicissitudini patite dal secolo X in poi, da quando dalla Spagna alla Germania, l’Europa cominciò a popolarsi di ebrei. I Klezmorim erano musicisti itineranti, e portavano la musica secolare vocale e strumentale nei matrimoni e nelle feste. Per quanto lo strumento principale del mondo ebraico sia tradizionalmente il violino, nel Klezmer acquistano rilievo anche il clarinetto e gli ottoni (in particolare la tromba), gli strumenti percussivi, o melodico percussivi come il cimbalo e altri strumenti come il cello, usato in funzione di bassetto portatile. Mentre in Europa era stato soprattutto il violino il principale strumento della tradizione klezmer, in America fu il clarinetto a fungere da veicolo del nuovo interscambio di culture: Artie Shaw, Benny Goodman e Woody Herman erano musicisti ebrei, come pure George Gershwin (che si chiamava in realtà Jacob Gershovitz). Anche se raramente ce ne rendiamo conto, molto della musica klezmer è confluito nella musica del nostro secolo. Se per esempio, alla luce di queste considerazioni, ripensiamo al clarinetto che apre la celebre “Rhapsody in Blue”, ci appare evidente che il modo in cui si muove la melodia, ha origini più lontane di quanto non si pensi.

Di certo questa musica continua ad affascinare ed ispirare molti musicisti per la sua ricchezza e soprattutto per la sua estrema versatilità.

s.m.